A causa della pandemia molte aziende si sono viste costrette a mettere in atto forme di lavoro a distanza, ovvero lo smart working.

Smart working è il termine comunemente utilizzato per indicare la modalità di lavoro flessibile, introdotta e definita dalla Legge 81/2017 , ovvero trattasi di rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dalla mancanza di vincoli orari o spaziali e da un’organizzazione per fasi, cicli ed obiettivi decisa attraverso un accordo tra dipendente e datore di lavoro.

Poichè questa forma di lavoro a distanza implica un elevato rischio di data breach, abbiamo approntato un servizio di consulenza professionale e specializzata in merito, proponendo l’analisi della situazione aziendale perché possiate affrontare lo smart working nel pieno rispetto della normativa privacy imposta dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dalle recenti novità introdotte con il Jobs act.

In merito alla tutela del trattamento dei dati personali lo smart working apporta due grossi rischi:

  1. aumenta esponenzialmente il rischio che i dati, personali e aziendali di cui è Titolare il datore di lavoro, vengano trattati in modalità remota dal lavoratore senza che siano rispettate quelle misure organizzative e tecniche adottate dal datore di lavoro a garanzia della liceità e della correttezza del trattamento;
  2. si presenta un rischio anche per il lavoratore, ovvero l’ ingresso del datore di lavoro nella vita personale e privata del medesimo.

La nostra consulenza mira ANCHE ad analizzare e mitigare l’insorgenza di questi rischi, indicando come trattare questi dati e facendo si che il loro trattamento sia strettamente necessario ai fini dell’organizzazione imprenditoriale, nel rispetto del principio di minimizzazione.